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Home Queen Biografia

I Queen sono stati uno dei gruppi rock di maggior spessore degli anni ‘70 ed ‘80, ed ancor oggi mantengono un grande seguito fra le nuove generazioni nonostante la morte del frontman Freddie Mercury.

Il loro nome equivale all’appellativo inglese per Regina, giocando sul doppio significato del termine, usato sia per indicare la Regina d’Inghilterra, sia per indicare nella parlata inglese le prostitute, infatti nei loro primi concerti usavano vestire in modo appariscente e sfarzoso, soprattutto Freddie, inimitabile nel suo genere.

Si stima che il gruppo abbia venduto circa 300 milioni di dischi nel mondo[1]. Nella loro nazione d’origine, l’Inghilterra, sono secondi solo ai Beatles in quanto a scambi di materiale collezionistico. Nel 2001 la band è stata inclusa nella Rock and Roll Hall of Fame di Cleveland, nell’Ohio, e nel 2004 nella UK Music Hall of Fame.

Il gruppo, formato da musicisti dotati di una spiccata fantasia compositiva, ha riscosso nel corso degli anni un grandissimo successo di pubblico e ha avuto una forte influenza sulle generazioni che l’hanno seguito e sui gruppi musicali che ad esso si sono ispirati. Ognuno dei componenti era in grado di occuparsi della parte compositiva dei brani (numerosi i pezzi scritti a più mani, come anche i pezzi composti dai soli membri in autonomia), ma era Freddie Mercury il personaggio più noto del gruppo, sia per via del ruolo di leader, sia per le proprie straordinarie capacità vocali (con un’estensione superiore alle tre ottave). Tra i brani scritti da Freddie Mercury ricordiamo We Are the Champions, Bohemian Rhapsody, Somebody to Love. Degli altri membri della band citiamo Radio Ga Ga di Roger Taylor, We Will Rock You di Brian May, ed Another One Bites the Dust di John Deacon. In quasi tutti gli album pubblicati (tranne che nei primissimi) era presente almeno un brano scritto da ogni componente della band.

Sebbene siano considerati dall’opinione pubblica uno dei maggiori gruppi della storia della musica rock, fatto confermato anche dal grande seguito di cui ancora godono dopo la morte di Freddie Mercury, avvenuta nel 1991 a causa dell’AIDS, i Queen dovettero far fronte a forti critiche, sia da parte della stampa generalista sia di alcune voci vicine all’area Cattolica (per i testi talvolta poco pudici), e persino da parte di altri esponenti della scena pop/rock internazionale. Lo stesso Freddie (al secolo Farrokh Bulsara) era solito definire la propria musica semplicemente “pop all’acqua di rose”, “roba da ascoltare e buttare via”, corraborando, ma ironicamente svuotando di significato molte di queste critiche. Nonostante tutto, la band ha avuto un ruolo di rilievo nella storia del rock mondiale e ha saputo far sopravvivere la propria musica nel tempo.

Sono innumerevoli gli attestati di stima per la band. Grandi artisti hanno collaborato coi Queen o intepretato loro brani: David Bowie, Annie Lennox, Elton John, Liza Minnelli, Bruce Dickinson, Lemmy Kilmister, Def Leppard, George Michael, Ted Nugent, 5ive, Metallica, Macy Gray, Robbie Williams, Foo Fighters, Guns N’ Roses, Zucchero, Yardbirds, Bryan Adams e molti altri.

I Queen si formano nel 1970, quando Freddie Mercury, cantante e pianista del gruppo Sour Milk Sea, si unisce agli Smile, rimasti in due (Brian May e Roger Taylor) dopo l’abbandono del bassista Tim Staffell.

Subito dopo la sua entrata nel gruppo, Mercury decide di cambiare il nome della band in Queen. Nel 1971, dopo aver provato nelle prime esibizioni alcuni bassisti, la band decide di assumere definitivamente John Deacon.

Lo stemma della band (disegnato dal frontman Freddie Mercury) è di grande forza evocativa, ed include i segni zodiacali dei quattro componenti sovrastati da un’araba fenice, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Il logo è composto da due leoni (Roger Taylor e John Deacon) a presidiare la corona della regina (Queen, appunto), un granchio per il segno del cancro (Brian May) e due fate che rappresentano la vergine (Freddie Mercury).

Nell’estate del 1973 i Queen pubblicano il loro primo album, dall’omonimo titolo. L’uscita dell’album è anticipata dalla pubblicazione del singolo Keep Yourself Alive, che però non raggiunge un’alta posizione in classifica, anzi viene definito addirittura “osceno” dai critici del Magazine Rolling Stone. A distanza di anni dalla sua pubblicazione però, Queen sarà considerato un ottimo album d’esordio. L’album contiene anche una versione strumentale di Seven Seas of Rhye.

Nel febbraio del 1974 vede la luce Queen II, il loro secondo album, diviso in due, Lato Bianco (White Side) e Lato Nero (Black Side), composti rispettivamente da Brian May e Freddie Mercury con un contributo di Roger Taylor nel White Side. Il singolo estratto sarà la versione cantata di Seven Seas of Rhye, loro prima hit, che raggiungerà in Gran Bretagna la top ten, piazzandosi alla decima posizione della classifica.

Il 1974 fu un anno fecondo per la formazione inglese perché nell’ottobre dello stesso anno pubblicherà Sheer Heart Attack, terzo album in studio. Composto da una notevole varietà di stili musicali, il singolo più famoso tratto dall’album sarà Killer Queen che raggiungerà la seconda posizione in Gran Bretagna.

Il 1975 è l’anno dell’affermazione. I Queen passeranno molto tempo in sala di registrazione, ben sei studi di produzione, con la guida del produttore Roy Thomas Baker e partoriranno l’album A Night at the Opera, l’album più costoso dell’epoca. Il titolo è ispirato all’omonimo film dei fratelli Marx ed è considerato il loro album più famoso. Contiene la loro canzone più celebre, Bohemian Rhapsody, scritta da Freddie Mercury. Inoltre, la canzone era accompagnata da quello che fu definito il primo videoclip della storia e rimase per ben nove settimane consecutive al primo posto della classifica inglese. L’album è considerato il culmine del glam rock. Notevoli anche i brani scritti dagli altri componenti, come I’m In Love With My Car di Roger Taylor, che sfodera una intensa prestazione vocale, ‘39 e The Prophet’s Song di Brian May e You’re My Best Friend di John Deacon, sua seconda composizione per la band e settimo posto nella classifica inglese. Quest’album sarà il loro primo successo negli Stati Uniti.

Nel 1976, dopo aver ottenuto grandissimo successo di critica e pubblico, i Queen si esibiscono in un concerto gratuito ad Hyde Park, a Londra, dove si radunano circa 150.000 persone, un record data l’epoca. In tale occasione vengono presentati anche dei brani appartenenti al loro prossimo album, A Day at the Races, il cui titolo si rifà ancora una volta all’omonimo film dei fratelli Marx. Il disco, all’epoca, a dispetto delle vendite elevate, venne considerato non all’altezza del precedente, pur contenendo brani memorabili come Somebody to Love in cui i Queen si dedicano al gospel, Tie Your Mother Down, un energico hard rock, pezzo forte di tutti i loro futuri concerti e The Millionaire Waltz, che prosegue l’eclettismo musicale di Bohemian Rhapsody.

Il 1977 vede il nascere del movimento punk, ma i Queen sanno reinventarsi ancora una volta. In due mesi e mezzo registrano News of the World, il loro sesto album, che si contraddistingue per sonorità più immediate e grezze e sarà il loro secondo grande successo negli Stati Uniti. L’album contiene le due grandi hit da stadio, suonate in ogni evento sportivo, We Are The Champions e We Will Rock You, rispettivamente di Freddie Mercury e Brian May, un pezzo che sembra precorrere il trash, Sheer Heart Attack di Roger Taylor e Spread Your Wings, una struggente ballata di John Deacon.

Nel 1978 i Queen lanciano Jazz con un party sopra le righe, come nel loro solito stile, a New Orleans, in omaggio all’omonimo stile musicale. L’album tuttavia non contiene alcun brano di stile jazz. Viene criticato sia dalla stampa, sia da una parte del pubblico per essere troppo eclettico e magniloquente, gli stessi motivi che porteranno molti altri a osannarlo. Tra le sue canzoni più famose ci sono Fat Bottomed Girls, un hard rock un po’ grezzo scritto da Brian May, Bicycle Race, un pezzo che prende in giro miti e luoghi comuni dell’epoca e Don’t Stop Me Now, allegra cavalcata di pianoforte e voce, scritte entrambe da Freddie Mercury.

Il 1979 vede l’uscita, dopo una lunga serie di concerti, di Live Killers, il loro primo album live. Si tratta di un doppio album, la cui qualità di registrazione non è eccellente, ma l’esecuzione e l’energia dei brani fa guadagnare dei punti a canzoni già di per sé ottime.

Nel 1980 i Queen compiono un’ennesima svolta dando alla luce l’album pop-rock The Game. Affidandosi alle cure del produttore Mack, ripuliscono il loro stile dalla pomposità glam anni ‘70 e si lanciano con suoni più asciutti e diretti negli anni ‘80. Quest’album segna la comparsa, per la prima volta su un album dei Queen, dei sintetizzatori, cosa espressamente rimarcata nei credits dell’album. The Game contiene alcuni dei singoli più venduti della band inglese: Crazy Little Thing Called Love, di Freddie Mercury, primo numero della band negli Stati Uniti, Another One Bites The Dust di John Deacon, il pezzo più venduto in assoluto dei Queen in USA, nelle classifiche Billboard rock, dance e R&B contemporaneamente, lanciato come singolo, secondo una voce non confermata, su consiglio di Michael Jackson, Save Me, una ballata acustica di Brian May. The Game raggiunse per la prima volta il primo posto in classifica sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Nello stesso anno i Queen composero la colonna sonora del film Flash Gordon. Sebbene il film si rivelasse in seguito un flop commerciale, la pellicola ebbe il merito di accrescere ancora la fama già smisurata del quartetto.

Il 1981 vede i Queen impegnati in un tour mondiale che li porterà in Europa, Stati Uniti, Giappone e, per la prima volta, in America Latina, dove in un esibizione è presente addirittura Diego Armando Maradona. Nello stesso anno esce la loro prima raccolta ufficiale dei loro brani più venduti, Greatest Hits, che è l’album che ha venduto più copie di qualsiasi altro disco in UK con oltre 5 milioni di copie.

Nel 1982, al termine del tour, si dedicano alla registrazione del prossimo album, Hot Space. Il disco risentirà del successo dell’album precedente, The Game, e abbandonerà le sonorità rock, per essere influenzato da sonorità disco e funk. All’epoca venne considerato un tradimento dai fan della vecchia guardia, abituati all’hard rock della band inglese, ed il loro peggiore album. I brani risentono di una produzione diversa ma, tuttavia, non mancano pezzi di stampo tipicamente Queen come Under Pressure, scritta ed interpretata insieme a David Bowie, Back Chat e Staying Power, la ballata Las Palabras De Amor e pezzi più aggressivi come Put Out The Fire e Action This Day, tutti brani che, eseguiti dal vivo, riveleranno tutt’altra energia che non sull’album. Senza ombra di dubbio l’album è in anticipo rispetto ai tempi e non viene capito dai fan. È un mito comune che Michael Jackson si sia ispirato, per il suo album bestseller Thriller, del 1982, a Hot Space.

A causa del responso di pubblico non esaltante per Hot Space, i Queen nel 1983 sospendono le attività e si dedicano a progetti solisti. A quella data risalgono le prime voci di un loro possibile scioglimento. Nel 1984 ritornano con un nuovo album, The Works, che contiene ben quattro singoli: Radio Ga Ga scritta da Roger Taylor, uno dei loro più celebri inni da stadio, resa celebre dal battimano nel video guidato da Freddie Mercury, il poderoso hard rock It’s A Hard Life, brano in parte ispirato all’opera I Pagliacci, Hammer To Fall e I Want To Break Free, canzone diventata un inno di libertà per i popoli sudamericani. Proprio quest’ultima farà nascere altre polemiche sui Queen. Il video che l’accompagna, su idea di Roger Taylor, vede i quattro travestiti come le protagoniste di una popolare serie inglese dell’epoca. Giudicato molto divertente dagli inglesi, è tacciato di cattivo gusto negli Stati Uniti e bandito dalle televisioni. Probabilmente quel video fu la causa delle scarse vendite dell’album negli Stati Uniti. Proprio le scarse vendite, a dispetto del successo dei quattro singoli e la presenza di altri brani sperimentali e di qualità su The Works, furono motivo di altre tensioni nel gruppo.

Nello stesso anno i Queen si esibirono a Sun City, in Sudafrica, dove allora vigeva il regime razzista dell’apartheid. Furono molto criticati in patria e nel resto del mondo.

Il 1985 li vede protagonisti di due grandi eventi musicali: il 12 gennaio sono gli ospiti principali del Rock In Rio, dove suonarono davanti a più di 300.000 persone, sia nella serata iniziale, sia in quella finale del 19 gennaio.

L’evento che li farà passare alla storia è, però, il Live Aid, concerto umanitario organizzato da Bob Geldof, che vede la partecipazione di numerosi artisti internazionali. Il 13 luglio 1985 i Queen si esibirono a Wembley per una ventina di minuti. A detta della stampa, del pubblico e degli altri musicisti presenti, per una volta d’accordo, la loro interpretazione fu memorabile e rubò la scena a tutti. Radio Ga Ga cantata da Freddie Mercury che guida il battimani dell’intero stadio è rimasta nella storia.

La partecipazione al Live Aid rivitalizza i Queen che fanno uscire il singolo One Vision, un rock dal testo ispirato a Martin Luther King, colonna sonora del film Aquile d’acciaio. Il brano figurerà nel loro successivo album, A Kind of Magic.

A Kind of Magic esce nel 1986 e le composizioni fanno parte della colonna sonora del film Highlander. Il singolo A Kind of Magic arriverà primo in ben 35 nazioni e rilancerà in modo definitivo i Queen, che iniziano il Magic Tour, il loro tour più grande e spettacolare. In 26 date raccolgono circa un milione di spettatori, di cui 400.000 solo in Gran Bretagna. Di particolare rilievo sono le date di Budapest, che segnano il loro primo concerto in un paese dell’Europa dell’Est, le due date consecutive a Wembley e la data finale a Knebworth. A Wembley Freddie dichiara, per smentire le ennesime voci di scioglimento, “Forget those rumours, we’re gonna stay together ‘till we fucking well die, I’m sure!”. A Knebworth, il 9 agosto 1986, Freddie Mercury si esibisce per l’ultima volta con i Queen, in una delle sue migliori prestazioni vocali.

Dopo il Magic Tour i Queen si prendono una pausa di tre anni. Freddie collabora con il soprano Montserrat Caballé per registrare l’album Barcelona, la cui canzone omonima sarà tre anni dopo l’inno dei Giochi Olimpici di Barcellona 1992. Nel 1989 i Queen ritornano con l’album The Miracle, che contiene ben cinque singoli tra cui la potente I Want It All e la solare The Miracle, che li lancerà verso il disco di platino. Per la prima volta i brani sono firmati da tutti i componenti.

L’assenza di un tour e le sempre più rare apparizioni di Freddie in pubblico alimentano le speculazioni della stampa sulla salute del cantante. Freddie si limita a dire che la decisione di non compiere un tour è dovuta soltanto a lui e alla voglia di rompere il ciclo album/tour degli anni passati.

Nel 1991 le voci su Freddie Mercury malato di AIDS si fanno sempre più insistenti sulla stampa scandalistica, ma sono negate con altrettanta determinazione dal cantante, da sempre in lotta con la stampa per proteggere la sua privacy. Nello stesso anno uscirà l’album Innuendo, uno dei loro migliori a detta di pubblico e critica. L’omonima canzone è una piccola opera rock di sei minuti, composta di varie parti tra cui un assolo di flamenco (eseguito da Steve Howe, storico chitarrista degli Yes). Il video che l’accompagna consentirà ai Queen di battere la loro stessa storia, superando in lunghezza quello di Bohemian Rhapsody. Tutto l’album risente del clima triste per l’aggravarsi della malattia di Freddie. Tra gli altri brani citiamo Headlong, potente hard rock, I’m Going Slightly Mad, brano demenziale e volutamente ironico, The Show Must Go On e These Are The Days of Our Lives, un ricordo dei tempi passati insieme, nel cui video (ultima apparizione video) Freddie si congeda dai fan con le parole “I Still Love You”.

Il 23 novembre 1991 Freddie Mercury annuncia ufficialmente al mondo di avere l’AIDS.
“Desidero confermare che sono sieropositivo: ho l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fans di tutto il mondo conoscano la verità.Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia.”

Il mondo non fa in tempo ad apprendere la notizia che il 24 novembre Freddie scompare prematuramente all’età di 45 anni.

Nella sua ultima intervista del 1991 Mercury ha dichiarato: “Non voglio cambiare il mondo, lascio che siano le mie canzoni ad esprimere le sensazioni e i sentimenti che provo ed ho provato. Essere felici è il traguardo più importante per me, ora, e quando sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori che ho commesso e tutte le relative scuse saranno da imputare solo a me: mi piace pensare di essere stato solo me stesso… Adesso voglio solamente avere tutta la gioia e la serenità possibili, e vivere quanta più vita possa, per tutto quel poco tempo che mi resta da vivere.”

Il 20 aprile 1992 si svolge a Wembley il Freddie Mercury Tribute, il concerto in ricordo del cantante. Insieme ai tre Queen rimanenti si alternano sul palco artisti di spessore come Metallica, Guns N’ Roses, David Bowie, Robert Plant, George Michael, Elton John, Liza Minnelli e molti altri, eseguendo le canzoni dei Queen. Il concerto, oltre che per l’eccezionalità dell’evento musicale quasi all’altezza del Live Aid, si segnala per l’aver richiamato il mondo sul dramma dell’AIDS.

Nel 1995 esce Made in heaven con le ultime registrazioni di Freddie. Un album senza dubbio ricco di passione e di canzoni d’autore, che riporta i Queen ai primi posti delle classifiche di vendita. Il disco contiene vecchie tracce rielaborate non rilasciate negli album precedenti come My Life Has Been Saved o Let Me Live, più le ultime commoventi tracce vocali di Freddie Mercury prima di morire, come A Winter’s Tale e Mother Love che sembra sia l’ultima canzone registrata con Mercury in vita, anche se il produttore David Richards ha rivelato che ci sono almeno due tracce mai rilasciate, lasciate da Freddie prima di morire.

Nel 1997 esce Queen Rocks, un album che raccoglie le canzoni più hard-rock della band, tra cui Seven Seas Of Ryhe, One Vision, Hammer To Fall e I Want It All, più un “rocks-retake” di I Can’t Live With You e No-One But You (Only The Good Die Young), brano suonato dai 3 rimanenti Queen in memoria di Freddie Mercury e successivamente Lady Diana scomparsa in quell’anno.

Nel 1999 esce il Greatest Hits III, una raccolta giudicata dalla critica “per mantenere alto il nome Queen”. Questo disco contiene tracce soliste di Freddie Mercury come Living On My Own e Barcelona più le ultime canzoni della band e qualche remix o brani cantati da altri artisti più Thank God It’s Christmas, canzone del 1984 mai rilasciata in nessun album dai Queen.

Nonostante la scomparsa di Freddie Mercury, leader indiscusso e simbolo della band, la musica dei Queen è sopravvissuta al cantante, continuando a riscuotere successo anche negli anni seguenti e conquistando nuovi fan tra le nuove generazioni. Nel 2000 Bohemian Rhapsody è stata eletta in UK canzone del secolo.

Prova del continuo affetto dei fan è il tour mondiale sostenuto nel 2005-2006 da Brian May e Roger Taylor, che ha riscosso un enorme successo in Europa e negli Stati Uniti. Al fianco del chitarrista e del batterista vi è stato il cantante Paul Rodgers. Per scelta dei due membri della band, nei poster il tour è sempre stato annunciato come Queen+Paul Rodgers, per specificare come non si trattasse di un cambio di formazione, ma di un‘”aggiunta” occasionale alla band originale dovuta alla necessità di avere un cantante. Precedentemente, infatti, molti fan avevano espresso il loro malcontento per un’eventuale nuova formazione della band storica. Ma i rimanenti Queen non hanno mai cercato un nuovo cantante, nonostante l’ammirazione di molti frontman come la pop star Robbie Williams che nel 2004 aveva dichiarato: “Mi sarebbe piaciuto prendere il posto di Freddie Mercury come cantante”. Dopo tanti anni, la collaborazione di Paul Rodgers è stata casuale e si è resa possibile solo grazie al feeling avvertito durante una jam session.

Da questo, come da altri progetti della band senza Freddie Mercury, il bassista John Deacon si è sempre dissociato, pur riferendo la propria non ostilità verso tali operazioni. La sua ultima apparizione con il resto della band risale al 17 gennaio 1997, al “Ballet for Life - Music by Queen & Mozart” tenutosi a Parigi. In questa occasione viene eseguita live “The Show Must Go On” assieme ad Elton John. Ora John Deacon vive in Inghilterra con la sua famiglia e lavora come piccolo imprenditore.

 

Il 15 agosto 2006 Brian May confermò le voci (già in circolazione da marzo[21]) secondo le quali i Queen + Paul Rodgers sarebbero stati in procinto di procedere a sessioni di registrazione in studio a partire da ottobre, senza fornire però ulteriori dettagli inerenti il progetto.

Il 23 ottobre 2006 fu lo stesso chitarrista ad annunciare che il gruppo si trovava in studio di registrazione a lavorare su brani inediti che faranno parte di un futuro album. Roger Taylor in un incontro con Mark Ratcliffe di BBC Radio 2 risalente al 14 novembre 2006 disse che le sessioni in studio procedevano senza intoppi e che la band non avrebbe iniziato una nuova tournée senza la previa pubblicazione di nuovo materiale.[22] Paul Rodgers, in una intervista rilasciata per Billboard nel giugno 2007, ha dichiarato che sino ad allora la band aveva composto nove nuovi brani.[23]
Brian May, Roger Taylor, Danny Miranda e Jamie Moses eseguono '39 al Palalottomatica di Roma
Brian May, Roger Taylor, Danny Miranda e Jamie Moses eseguono '39 al Palalottomatica di Roma

Il 19 marzo 2008, dopo mesi di indiscrezioni, giunge la notizia ufficiale[24] che rivela le date della nuova tournée della band, che partirà da Mosca il 16 settembre per concludersi in Austria il 1° novembre, passando per Regno Unito (6 concerti), Germania (5), Spagna ed altri Paesi fra cui l'Italia, che vedrà il gruppo esibirsi nuovamente al Palalottomatica di Roma e al DatchForum di Milano (dopo l'annullamento della data all'Arena di Verona nel mese di settembre. È presumibile inoltre una estensione "latina" del tour, con date in Sudamerica verso la fine dell'anno. Il "Rock The Cosmos" tour deve il suo nome all'album di prossima uscita, "The Cosmos Rocks" la cui pubblicazione è prevista per il 15 settembre 2008 (19 settembre in Italia, 28 ottobre negli USA ed in Canada]] [25]. Secondo quanto dichiarato sinora da Brian May, l'album conterrà materiale originale, le cui sessions di registrazione in studio si sono concluse all'inizio del 2008. Fra i brani figura Say It's Not True (già pubblicato come singolo) e C-lebrity, inedito presentato in anteprima durante lo show televisivo Al Murray’s Happy Hour, trasmesso dal canale inglese ITV il 4 aprile. La sera stessa della messa in onda è apparso su YouTube il video dell'esibizione. Secondo le primissime indiscrezioni, l'album avrebbe dovuto contenere anche la prima cover mai incisa dai Queen in un album in studio; al momento è stata confermata la registrazione di Runaway di Del Shannon, che tuttavia sarà utilizzata a scopo promozionale, ma non farà parte del prossimo disco. In una recente intervista, sono stati ufficializzati i titoli di altri brani: Cosmos Rockin', Call Me e We Believe.[26]

Take Love fu l’unico brano inedito composto dai tre musicisti del gruppo suonato dal vivo durante una delle ultime date del tour 2006. Cliccando qui è possibile vedere un video del brano, il cui titolo pare non essere definitivo. La canzone non sarà tuttavia presente in "The Cosmos Rocks", la cui tracklist è stata svelata di recente. Erroneamente, sono in tanti a credere che Reachin’ Out sia un altro brano composto dai Queen + Paul Rodgers, sebbene si tratti in realtà di un pezzo eseguito da Brian May e Paul Rodgers (clicca qui per vedere il video) per il progetto a scopo benefico “Rock Therapy” già nel 1996. Reachin’ Out, in versione abbreviata, è stata utilizzata come brano introduttivo per ciascuno dei concerti tenuti durante le varie tournée. Il 4 agosto 2008 l'emittente radiofonica britannica BBC Radio 2 ha trasmesso in anteprima mondiale il singolo C-lebrity, la cui pubblicazione (nei formati CD, DVD, vinile e digital download) è stata annunciata per l'8 settembre 2008. Le copertine di album e singolo sono a firma di Edgar Martins, rinomato fotografo per per le sue opere ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali.

 

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